

Gent. ma Francesca,
Indicando con S = 3,14 x 0,122/4 = 0,0113 mq la sezione del
cilindro estraibile, con hi = 1,1 m la profondità della parete
circolare inferiore della camera intermedia, con hs = 0,6 m quella
della parete circolare superiore della stessa, e con dy lo spostamento
infinitesimo del cilindro estraibile (verso l'alto), si considerano la
pressione p(y) = patm + rg h agente alla
profondità h = hs - y sulla parete superiore della camera (per 0 <=
y <= 0,4 m) e la pressione p(y) = patm + r
g h agente alla profondità h = hi - y sulla parete inferiore della
camera (per 0 <= y <= 0,4 m). Si calcolano quindi la forza p(y)S = p
atmS + rgS (hs - y), agente verso
l'alto alla quota y e dovuta alla pressione agente sulla parete circolare
superiore, e la forza p(y) S = patmS + rgS
(hi - y) agente verso il basso alla quota y e dovuta alla pressione
agente sulla parete circolare inferiore.
La forza risultante agente sulla
camera intermedia è pertanto diretta verso il basso ed ha l'intensità Fr (y) =
patmS + rgS (hi - y) - p
atmS - rgS (hs - y) = rgS (hi - hs) = 1000 x 9,81 x 0,0113
x (1,1 - 0,6) = 55,426 N, per 0 <= y <= 0,4 m.
Pertanto il lavoro
richiesto per estrarre il cilindro di 0,4 m è L = (30 x 9,81 x 0,4 + 55,426 x
0,4) J = (117,72 + 22,17) J = 139,89 J.
Tanti cordiali saluti.
Gent. ma Giorgia,
Bisogna anzitutto considerare che la carica nucleare positiva Ze dovuta agli Z
protoni del nucleo viene schermata dalla carica negativa dovuta agli Z - 1
elettroni, che per semplicità di trattazione, nell'approssimazione
semiclassica (derivata dalla teoria di Bohr dell'atomo di idrogeno), si
considera
distribuita uniformemente in una sfera di raggio pari al raggio atomico Ra con
densità r = (Z - 1)e/(4*3,14*Ra3/3).
Pertanto l'energia potenziale elettrostatica Uel (coulombiana) dell'elettrone
più esterno si calcola con il seguente procedimento:
[Z(R)e] = carica
nucleare efficace alla distanza R dal centro del nucleo = carica nucleare -
carica elettronica schermante contenuta in una sfera di raggio R <= Ra=
=
Ze - (Z - 1) e(4*3,14*R3/3)/(4*3,14*Ra3/3)]/R = Ze -
(Z-1) e (R/Ra)3. In particolare, per R tendente a zero, Z(0)
coincide con Ze , essendo nullo in questo caso l'effetto schermante degli
elettroni, mentre per R tendente ad Ra, Z (Ra) = e.
Pertanto il valor
medio eZav della carica nucleare efficace nel volume della sfera di raggio Ra
è:
eZav = [1/(4*3, 14*Ra3/3)] integrale (esteso da 0 a Ra) di
[e Z(R)] * 4*3,14 *R 2dR] = (3/Ra3) [Ze Ra3/3
- (Z - 1)eRa3 /6] = Ze - e(Z -1)/2 = Ze/2 + e/2 = e(Z + 1)/2. A
questo punto l'energia di prima ionizzazione dell'atomo (energia necessaria
per rendere libero
l'elettrone più esterno) si può calcolare utilizzando la formula dei livelli
energetici dell'atomo di idrogeno, con Zav = (Z +1)/2 al posto di Z = 1: Ei =
- m * Zav2e4/[2n2 [h/(2*3,14)]2] =
- 13,6 [(Z +1)2/4]/n2, dove m è la massa dell'elettrone,
e = 1,6 x 10-19C è la carica elettronica, n è il numero quantico
principale dello strato elettronico (shell) più esterno e l'energia è espressa
in eV (elettronvolt).
Riferimento web per i raggi atomici:
http://venus.unive.it/chem2000/capitoli/10.htm.
Tanti cordiali saluti
Gent. ma Francesca,
Il solenoide, per il teorema di equivalenza di Ampere, equivale ad un magnete
avente momento magnetico M = momrI NS, con m
o = 4 x 3,14 x 10-7 H/m, m
r = 1, I = 6 A, N = 600, S = 0,15 mq. Pertanto M =
m omrI S = 4 x 3,14 x
10-7 x 6 x 600 x 0,15 = 6,782 x 10-4 Wb x m (Weber x
metro) e l'energia potenziale del magnete equivalente nel campo magnetico
terrestre con intensità Ht = Bt/( mom r) , è U = MHt = m
o mrI NS x Bt/( momr) =
NSBtI.
L'intensità della forza F agente sul solenoide (attrattiva o
repulsiva secondo che il verso della retta orientata da S a N, passante per i
poli del solenoide,sia rispettivamente concorde o discorde con il verso del
campo magnetico terrestre) si ottiene uguagliando l'energia potenziale U al
lavoro Fd relativo ad uno spostamento d = 0,3 m nel campo magnetico costante
Bt:
NSBtI = Fd;
F = NSBtI/d = 600 x 0,15 x 1,44 x 10-4 x 6/0,3 = 0,2592 N.
Tanti cordiali saluti.
Gentile Pierpaolo,
Riporto le seguenti riflessioni di Tesla sulle energie alternative (tratte da
Century Illustrated Magazine, June 1900-
http://www.tfcbooks.com/tesla/1900-06-00.htm):
“Electricity produced by natural causes is another source of energy which
might be rendered available. Lightning discharges involve great amounts of
electrical energy, which we could utilize by transforming and storing it. Some
years ago I made known a method of electrical transformation which renders the
first part of this task easy, but the storing of the energy of lightning
discharges will be difficult to accomplish. It is well known, furthermore,
that electric currents circulate constantly through the earth, and that there
exists between the earth and any air stratum a difference of electrical
pressure, which varies in proportion to the height.
In recent experiments
I have discovered two novel facts of importance in this connection. One of
these facts is that an electric current is generated in a wire extending from
the ground to a great height by the axial, and probably also by the
translatory, movement of the earth. No appreciable current, however, will flow
continuously in the wire unless the electricity is allowed to leak out into
the air. Its escape is greatly facilitated by providing at the elevated end of
the wire a conducting terminal of great surface, with many sharp edges or
points. We are thus enabled to get a continuous supply of electrical energy by
merely supporting a wire at a height, but, unfortunately, the amount of
electricity which can be so obtained is small.”
Gli scritti di Tesla ci danno la prova che Egli concepì , senza svilupparle,
idee innovative riguardanti la captazione dell' energia liberata dai fulmini,
pur rendendosi conto delle enormi difficoltà pratiche connesse
all'
immagazzinamento dell'energia sprigionata dalle scariche elettriche
atmosferiche ed alla regolare erogazione di potenza elettrica, a causa dell'
imprevedibile ed aleatorio manifestarsi delle stesse.
Risulta chiaro
inoltre che Tesla concepì l'idea che sta alla base dell' esperimento del
satellite al guinzaglio, attuato anni fa dalla NASA per provare la generazione
di potenza elettrica mediante un filo metallico teso tra un piccolo satellite
ed una navicella spaziale Shuttle, per effetto del campo magnetico terrestre
(vedi rif. 3,4).
Tesla inoltre concepì un generatore (un pannello solare
ante litteram) in grado di convertire in energia elettrica sia l' energia
elettromagnetica radiante solare sia l' energia cinetica delle particelle
cosmiche cariche di alta energia (raggi cosmici) (vedi rif. 1,2). Non esistono
prove che sia stato realizzato un prototipo dell' invenzione.
Riferimenti
web:
1)http://t0.or.at/tesla/
2) http://t0.or.at/tesla/tesfreee.htm
3)http://www.tfcbooks.com/tesla/contents.htm
4) http://www.francomalerba.it/profilo/missione.htm
Cordiali saluti
Gent.ma Francesca,
Poichè il braccio iniziale (distanza dall'asse verticale) della forza peso
p1 = m1g della sferetta a 60° (che si suppone sia posta
a sinistra dell'asse verticale) è R sen 60° = 0,3 x 0,866 m = 0,2598 m, mentre
quello della forza peso peso p2 = m2g della sferetta a
30° (che si suppone sia posta a destra dell'asse verticale) è R sen 30° = 0,3
x 0,5 = 0,15 m, il momento risultante delle forze peso agenti sulla carrucola,
pari alla somma vettoriale dei momenti delle forze p1 e p
2 , determina una rotazione in senso antiorario.
Trascurando gli
attriti ed applicando il principio di conservazione dell'energia meccanica
totale,se si indicano con h1in = R sen 30° = 0,3 x 0,5 m = 0,15 m
la quota iniziale della sferetta 1 riferita all'asse orizzontale della
carrucola, con h1fin = R sen 0° = 0 la quota finale della stessa,
con h2 in = R cos 30° = 0,3 x 0,866 = 0,2598 m. la quota iniziale
della sferetta 2 e con h2fin = R sen 90° = 0,3 m la quota finale
della stessa, si calcola la variazione dell'energia potenziale totale D UT = DU1 +
DU2.
DU
1 = U 1fin - U1in = m1gh1fin
- m1 gh1in = 0,4 x 9,81 x 0 - 0,4 x 9,81 x 0,15 = - 0,
5886 J (l' energia potenziale della sferetta 1 diminuisce).
DU 2 = U2fin - U2in =
m2gh2fin - m2gh2in = 0,4 x 9,81 x
0,3 - 0,4 x 9,81 x 0,2598 = (1, 1772 - 1,0194 ) J = 0,1578 J (l'energia
potenziale della sferetta 2 aumenta a spese della diminuzione dell'energia
potenziale della sferetta 1) .
DUT =
DU1 + DU
2 = (- 0,5888 + 0,1578)J = - 0,4308 J.
Se si trascura il momento
d'inerzia (1/2) MR2 della carrucola (con massa M trascurabile) e si
indica con DK = (1/2) (m1 + m2)
vp2 l'incremento di energia cinetica delle sferetta, si
ottiene: DK = (1/2) (m1 + m2)
vp2 = - DUT = - (-0,4308 J);
vp (velocità
periferica della carrucola) = SQRT (2 x 0,4308/ (0,4 + 0,4)) = SQRT (1,075)
m/s = 1,0368 m/s.
Tanti cordiali saluti
Gent.mo Giuseppe,
I predetti tenui bagliori si osservano in oscurità non soltanto con le lampade
fluorescenti elettroniche, del tipo a risparmio energetico, ma spesso anche
con tubi fluorescenti ordinari, sia lineari che circolari, alimentati con il
classico sistema reattore-starter. In entrambi i casi i bagliori sono prodotti
dalla debole ionizzazione del gas dovuta sia alla radiazione cosmica di fondo,
sia alla radioattività naturale della crosta terrestre.
Si verifica infatti attraverso il gas debolmente ionizzato il passaggio di una
debolissima corrente alternata con l'intensità di alcuni microampere, che è in
sostanza una corrente di dispersione resistivo-capacitiva, che si chiude sia
attraverso le piccole capacità parassite associate agli elettrodi del tubo ed
ai contatti di alimentazione (qualche decina di picofarad), sia attaverso
canali di conduzione superficiali che interessano il vetro e sono associati
all'umidità dell'ambiente ed alla presenza di piccole concentrazioni di sali
(per es. cloruro di sodio in zone marine) .
Tanti cordiali saluti.
Gent. ma Francesca,
Se consideriamo inizialmente una cinghia di massa M = 25 Kg, dotata di un solo
piolo, l'accelerazione costante impressa dalla forza F = 800 N è a1
= F/M = 800/25 = 32 m/s2, e la velocità finale acquisita dalla
cinghia quando il piolo si trova sulla periferia del tamburo di sinistra, in
corrispondenza della verticale passante per il suo asse, è Vfin =
SQRT(2a1d) = SQRT (2 x 32 x 1,3) = 9,121 m/s, essendo d = 1,3 m la
distanza tra gli assi dei cilindri.
Essendo il moto uniformemente
accelerato, si ha:
d = (1/2)a1 t12; t1 = SQRT
(2d/a1) = SQRT(2 x 1,3/32) = SQRT (8,125 x 10-2) = 0,285
s, e la velocità media della cinghia con un solo piolo è
Vm1 =
d/t1 = 1,3/0,285 = 4,56 m/s, valore che ovviamente coincide con
(Vin + Vfin)/2 = (0 + 9,121)/2 = 4,56 m/s, poichè
l'accelerazione è costante.
Considerando invece una cinghia con 6 pioli
equidistanti, posti alla distanza di 0,65 m l'uno dall'altro, l'accelerazione
a6 è 6 volte maggiore, a6 = 6a = 6 x 32 m/s2
= 192 m/s2, essendo 6 volte maggiore la forza applicata. Pertanto,
essendo t6 = SQRT(2d/a6) = SQRT (2 x 1,3/192) = SQRT (1,
354 x 10-2) = 0,1163 s, la velocità media è Vm6 =
d/t 6 = 1,3/0,1163 = 11,178 m/s.
Tanti cordiali saluti
Gent.ma Francesca,
Poichè i sei pioli fanno aumentare di 12 Kg la massa del sistema,ripetendo il
calcolo precedente con M' = (25 + 12) Kg = 37 Kg, si ottiene un'accelerazione
a'6 = 6 F/M' = 6 x 800/37 = 129,73 m/s2,con t'
6 = SQRT(2d/a'6) = SQRT (2 x 1,3/129,73) = SQRT (2,0041 x
10 -2) = 0,1415 s,mentre la velocità media è V'm6 =
d/t' 6 = 1,3/0,1415 = 9,187 m/s.
Pertanto la potenza media
richiesta per il funzionamento del sistema è Pm = F V'm6
= (800 x 9,187) W = 7349,6 W = 7,3496 KW.
Tanti cordiali saluti.
Gent.ma Francesca,
Nei percorsi curvi iniziale (1) e finale (3), rispettivamente precedente e
seguente il tratto orizzontale (2) in cui la forza F è orizzontale, il calcolo
dei tempi può essere effettuato considerando che il lavoro negativo compiuto
nel tratto curvo (1) dalla componente verticale F sen 4° = 800 x 0,06975 = 55,
8 N,diretta verso il basso,è compensato esattamente dal lavoro positivo
compiuto nel tratto curvo (3) da un'identica componente verticale di 55,8 N, e
che invece si sommano i lavori positivi compiuti dalla componente orizzontale
F cos 4° = 800 x 0,997 = 798 N nei predetti tratti curvi.
Indicando con R
= 0,2 m il raggio dei tamburi e con h = 0,1 m l'altezza dei pioli, nel
percorso curvo di destra (iniziale), essendo il moto con accelerazione
costante a1x6 = 6 x F x cos 4°/M' = 6 x 800 x cos 4°/37 = 129,402
m/s2, il tempo impiegato è t1 = SQRT[2 (R + h) cos
4°/a1x6] = SQRT( 2 x 0,3 x cos 4°/129,402) = 0,068 s.
La
velocità finale è V1 = a 1x6 t1 = 129,402 x 0,
068 = 8,799 m/s.
Nel tratto orizzontale di lunghezza d = 1,3 m,
l'accelerazione costante è a2x6 = 6 F/M' = 6 x 800/37 = 129,73
m/s2 ed il tempo impiegato si calcola dall' equazione:
d =
V1t2 + (1/2) a2x6 t22;
t2 = [-V1 +SQRT(V 12 + 2
a2x6 d)]/ a2x6 = [- 8,799 + SQRT(8,7992 + 2 x
129,73 x 1,3)]/129,73 = 0,08914 s.
La velocità finale è V2 =
V1 + a2x6 t2 = 8,799 + 129,73 x 0,08914 = 20,
363 m/s.
Nel tratto finale l'accelerazione costante è, per simmetria,
a3x6 = a1x6 = 129,402 m/s.
Dall' equazione del moto
(R + h) cos 4° = V2 t3 + (1/2) a 3x6 t
32;
t3 = [-V2 +SQRT(V2
2 + 2 a3x6 (R + h) cos 4°)]/ a 3x6 = [- 20,
363 + SQRT(20,3632 + 2 x 129,402 x 0,3 cos 4°) ]/129,402 = 0,014
s.
Il tempo complessivo è ttot = t 1 + t
2 + t 3 = 0,068 + 0,08914 + 0,014 = 0,1711 s.
La forza media è Fm = (F + F cos 4°)/2 = (800 + 800 cos 4°)/2 = 799
N.
La velocità media è pertanto Vm = [2 (R + h) cos 4° + d]/
ttot = [2 (0,2 + 0,1) x 0,9975 + 1,3] / 0,1711 = 1,898/0,1711 = 11,
0929 m/s.
La potenza media è Pm = FmVm =
799 x 11,0929 = 8863,22 W = 8,86322 kW.
Tanti cordiali saluti
Gent. mo Francesco,
Maxwell coniò il termine di corrente di spostamento riferendosi al fatto che
in un dielettrico sottoposto ad un campo elettrico, per es. nel dielettrico di
un condensatore, nascono, in conseguenza dello spostamento dei centri di
simmetria delle cariche positive e negative (rispettivamente nuclei atomici ed
orbitali elettronici), dei dipoli elettrici che rendono conto dei fenomeni di
polarizzazione, ai quali è dovuta la generazione di un campo elettrico,
determinato dalle cariche originate dalla polarizzazione ed in opposizione al
campo elettrico applicato al dielettrico.
L'esperimento concettuale citato è proprio alla base dell' idea maxwelliana
delle correnti di spostamento. Infatti, immaginando di collegare con un
conduttore le due armature di un condensatore carico, gli elettroni si
spostano all'interno del conduttore, dall' armatura negativa verso quella
positiva, generando un campo magnetico la cui intensità si calcola applicando
la legge della circuitazione di Ampere: H x C = I, dove I è la corrente di
scarica del condensatore, passante nel conduttore e C è la lunghezza della
circonferenza passante per il punto, a distanza R dal filo, in cui si desidera
calcolare l'intensità del campo magnetico H. Ma, se per le circonferenze di
raggio R (nella parte superiore della tazza), con il centro sul filo, la
circuitazione magnetica è diversa da zero, essendo diversa da zero la corrente
di conduzione, ed il campo magnetico H è diverso da zero, applicando invece la
legge di Ampere ad una circonferenza di raggio R passante tra le armature (in
corrispondenza del fondo della tazza), si ottiene H = 0, essendo ivi nulla la
corrente di conduzione I-
Notando proprio questa incongruenza, Maxwell,
per eliminare la discontinuità tra la corrente nulla attraverso il fondo della
tazza e la corrente di conduzione passante nel filo, ebbe l'idea di
considerare la cosiddetta “corrente di spostamento”, pari a
eS dE/dt ed avente lo stesso effetto di un' ordinaria corrente di
conduzione. Questo si può dimostrare elementarmente, considerando che la
corrente di scarica I = dQ/dt, grazie al teorema di Coulomb, che stabilisce
che l'intensità del campo elettrico E in prossimità di una lamina metallica
sulla cui superficie, di area A, è distribuita la carica Q = As ,con densità superficiale s , è
data dal rapporto E = s/
e, essendo e la costante dielettrica del
dell'isolante . Pertanto I è pari a d( As )/dt =
d(AeE)/dt = AedE/dt,
cioè è direttamente proporzionale alla derivata temporale dell' intensità del
campo elettrico E tra le armature del condensatore. Introducendo,
matematicamente, la corrente di spostamento , Maxwell eliminò l'incongruenza e
potè considerare la predetta corrente come una corrente a tutti gli effetti,
capace pertanto di generare un campo magnetico variabile tra le armature di un
condensatore che si carica o si scarica. In seguito , basandosi sull' ipotesi
dell' etere cosmico, distrutta
successivamente da Einstein, considerò la corrente di spostamento anche nel
vuoto, per spiegare la propagazione delle onde elettromagnetiche grazie alla
mutua dipendenza tra campi magnetici ed elettrici variabili. Oggi, abbandonati
definitivamente l'ipotesi dell' etere ed il termine obsoleto “corrente di
spostamento”, si dice semplicemente che un campo elettrico variabile genera,
sia nel vuoto che in un isolante, un campo magnetico variabile, che, a sua
volta genera un campo elettrico variabile, e così via.
Infine, quando un'
onda elettromagnetica si propaga in un dielettrico, si generano in questo
delle cariche di polarizzazione variabili nel tempo (corrispondenti al termine
maxwelliano della corrente di spostamento), che a loro volta generano un campo
elettrico di polarizzazione che si oppone al campo dell'onda elettromagnetica
che si propaga nel dielettrico.
Tanti cordiali saluti.
Gent. mo Francesco,
RingraziandoLa anzitutto per gli auguri di buon anno, che ricambio
cordialmente, per quanto concerne la scoperta del monopolo magnetico, faccio
presente che si tratta di risultati sperimentali ottenuti da due gruppi di
fisici (vedi link http://physicsworld.com/cws/article/news/40302) i quali,
impiegando metodi diversi (diffrattometria neutronica e misure di calore
specifico in prossimità dello zero assoluto), hanno potuto evidenziare la
formazione di monopoli magnetici in cristalli ferromagnetici nei quali gli
spin si dispongono ai vertici di coppie di tetraedri. Questi cristalli sono
denominati spin ice , cioè ghiaccio di spin, in quanto la disposizione
geometrica degli spin degli ioni nel reticolo cristallino è simile a quella
degli atomi di idrogeno nel ghiaccio.
In pratica sono stati osservati dei
fenomeni critici per cui l'orientamento di alcune coppie di spin si è
invertito, dando luogo a due distinte zone magnetiche con le linee di forza
tutte entranti o tutte uscenti, come appunto accade per le cariche elettriche.
Gli studi proseguono, anche in vista di interessanti applicazioni concernenti
memorie magnetiche di nuovo tipo, basate sulla cosiddetta “spintronica”.
Tuttavia, dal punto di vista teorico, i risultati sono circoscritti unicamente
ai cristalli ferromagnetici oggetto di studio e non possono essere affatto
utilizzati come prove dell' effettiva esistenza dei monopoli introdotti da
Dirac nel 1931 per evidenziare la dualità
delle equazioni di Maxwell proprio in conseguenza dell'introduzione dei
monopoli magnetici. In particolare Dirac dimostrò che per non invalidare la
seconda equazione di Maxwell, che impone che le linee di forza magnetiche
siano sempre chiuse (vedi esperienza della calamita spezzata), bisogna
aggiungere
all' espressione del potenziale magnetico vettoriale (A) un
termine in grado di cancellare i punti di singolarità (divergenza verso valori
infiniti) introdotti nella teoria maxwelliana dai monopoli magnetici. Questo
termine è compatibile con la rottura delle linee di forza magnetiche soltanto
in rarissimi punti dello spazio coincidenti con la posizione degli ipotetici
monopoli. In sostanza, la teoria di Maxwell-Dirac “tollera” l' apertura delle
linee di di forza soltanto in rarissimi casi limite, come quelli osservati
negli spin ice. Inoltre Dirac dimostrò che l'introduzione dei monopoli rende
conto della quantizzazione della carica elettrica,cioè del fatto che qualsiasi
carica in natura è sempre multipla dell' unica carica elementare,che è quella
dell' elettrone. La questione dell' esistenza dei monopoli è tuttora del
tutto aperta ed è condizionata dalle attuali e future possibilità di
raggiungere energie così grandi da potere evidenziare l'esistenza di questi
rarissimi oggetti, la cui massa-energia dovrebbe essere molto grande ed
irraggiungibile anche con la supermacchina LHC del CERN.
Per quanto
riguarda le forze newtoniane, l'aggettivo newtoniano è riservato
esclusivamente alle forze gravitazionali che dipendono dall' inverso del
quadrato della distanza.Infatti le forze elettriche, la cui dipendenza dalla
distanza è la stessa delle forze newtoniane, sono definite coulombiane, mentre
le forze esercitate dai campi magnetici sui conduttori percorsi da corrente
hanno leggi di variazione diverse (si pensi alle leggi elettrrodinamiche di
Ampere, in base alle quali le forze
elettrodinamiche tra due conduttori rettilinei sono inversamente proporzionali
alla distanza tra gli stessi.
Tanti cordiali saluti.
Gent. mo Francesco,
Rispondo alle Sue curiosità "elettromagnetiche":
1. Un campo magnetico la cui intensità H sia indipendente dal tempo è
conservativo soltanto se è generato da magneti permanenti (o da elettromagneti
alimentati in corrente continua) , non considerando pertanto i campi magnetici
variabili generati da campi elettrici variabili , e se si escludono tutti i
cammini (linee curve chiuse) di circuitazione concatenati con correnti
elettriche.
Esempio: E' conservativo il campo magnetico tra i poli di un
magnete permanente o di un elettromagnete alimentato in corrente continua, se
si considera un qualsiasi cammino chiuso, di qualsiasi forma lungo il quale si
calcoli il lavoro compiuto dalla forza magnetica quando un' ideale massa
magnetica isolata , per es. Nord, (non esistono poli magnetici isolati) si
muova a partire da un punto e ritorni allo stesso punto, purchè , nel caso
dell' elettromagnete, il cammino chiuso non attraversi nessuna delle spire
dell' avvolgimento dell' elettromagnete. E' un caso analogo a quello del
lavoro compiuto dal campo conservativo gravitazionale qualora una massa venga
elevata da un punto ad un altro punto, attraverso un qualsiasi cammino,
rettilineo o curvo, e ritorni per gravità al punto di partenza attraverso un
cammino di ritorno, rettilineo o curvo, diverso o coincidente con quello di
andata. I due cammini costituiscono un percorso chiuso (ciclo) lungo il quale
il lavoro effettuato dal campo gravitazionale è nullo, in quanto è dato dalla
somma del lavoro negativo fatto durante l' ascesa contro la forza elevatrice e
di quello, uguale e di segno opposto, fatto nel riportare il grave al punto di
partenza. Si pensi, per es., ad una massa vincolata a muoversi con attrito
trascurabile, per effetto di una spinta iniziale, lungo una guida circolare
giacente in un piano verticale.
Se invece si considerasse il lavoro fatto
dalla forza magnetica sull'ideale massa magnetica isolata dell' esempio
precedente, costretta a spostarsi lungo un cammino, per esempio lungo una circonferenza di raggio R
giacente in un piano parallelo al campo magnetico generato dal magnete (o
dall' elettromagnete), ma concatenata ad un filo rettilineo passante per il
centro della circonferenza, perpendicolare ad essa e percorso da una corrente
continua di intensità I , al lavoro complessivamente nullo effettuato dal
campo magnetico generato dal magnete ( o dall' elettromagnete) bisognerebbe
aggiungere il lavoro compiuto dal campo H' = I/(2 pR)
generato dalla corrente I. E se al posto di un unico filo percorso dalla
corrente I ci fossero N fili passanti per il centro e percorsi da altrettante
correnti di intensità I, il lavoro da aggiungere sarebbe pari a N volte quello
svolto dal campo H' dovuto ad un solo filo. Infatti, in presenza di circuiti
elettrici concatenati con il percorso chiuso che si considera per il calcolo
del lavoro, bisogna considerare non soltanto il lavoro (complessivamente nullo)
effettuato dal campo conservativo generato dal magnete permanente
(o dall'
elettromagnete), ma anche il lavoro, diverso da zero, svolto dal campo
magnetico generato dai conduttori percorsi da corrente, campo le cui linee di
forza, nel semplice esempio del filo rettilineo, è sempre diretto lungo la
tangente alla circonferenza . In questo caso il campo magnetico non è più
conservativo, poichè il lavoro svolto dal campo magnetico generato dal
conduttore rettilineo è positivo in entrambi i percorsi semicircolari che
costituiscono il ciclo chiuso, a differenza di quanto si verifica per il campo
generato dal magnete permanente, che mantiene lo stesso verso in entrambi i
percorsi semicircolari (andata e ritorno) , dando origine ad un lavoro totale
nullo, che implica la conservatività del campo. Il potenziale magnetico esiste
pertanto soltanto se si considerano cammini non concatenati con conduttori
percorsi da corrente, perchè soltanto in questo caso il campo magnetico è
conservativo (o irrotazionale,essendo rot H = 0).
2. 3.
L' ordine di scrittura delle equazioni di Maxwell non è tassativo. Di solito,
vengono prima scritte le equazioni div D = r e
div B = 0, corrispondenti al teorema di Gauss, rispettivamente per il campo di
induzione elettrica
D = eoeoE
e per il campo di induzione magnetica B = momoH.
La terza equazione di solito è la
legge generalizzata di Ampere-Maxwell) rot H = J + dD/dt, che esprime che il
campo magnetico H è rotazionale (cioè non conservativo) quando è generato non
soltanto da correnti elettriche, costanti o variabili nel tempo, con densità J
(J è il rapporto tra tra l' intensità di corrente I e la sezione S attraverso
cui fluisce la corrente di intensità I), ma anche da un campo di induzione
elettrica D variabile nel tempo. Poichè le dimensioni fisiche della densità di
corrente J = I/S si esprimono in ampere/mq, cioè in coulomb/(secondo . metro
quadro), se si considerasse al posto della derivata dD/dt la derivata dE/dt
del campo elettrico rispetto al tempo [(Volt/metro)/secondo], ne deriverebbe
un errore di congruenza dimensionale. Bisogna pertanto considerare il termine
dD/dt, in quanto le dimensioni dell' induzione elettrica D si esprimono in
coulomb/metro quadro, da cui dividendo per un secondo si ottengono le stesse
dimensioni di J . La quarta equazione è la legge di Faraday- Neumann-Lenz
rot E = - dB/dt, che esprime la generazione di un campo elettrico rotazionale
(cioè non conservativo) per effetto di un campo magnetico di induzione B,
variabile nel tempo.
4. Si consideri che il polo negativo della batteria è
sempre stabilmente collegato alla scocca (massa elettrica dell' impianto, cioè
conduttore di ritorno per tutti gli utilizzatori (fari, lunotto termico, ecc),
che infatti vengono alimentati mediante un solo conduttore che viene collegato,
attraverso un interruttore, alla linea di alimentazione che fa capo al polo
positivo. La scocca funge da conduttore di ritorno, come si verifica negli
impianti di trazione elettrica ferroviaria e tranviaria, nei quali il
conduttore di ritorno è costituito dalle rotaie.
L' ordine di distacco dei
cavi, prima il negativo e poi il positivo, è dettato da una norma prudenziale
di sicurezza. Infatti, poichè si ritengono probabili, durante il distacco
delle pinze, dei contatti accidentali tra la linea positiva e la scocca, per
esempio nel caso di contatto accidentale, con la scocca, della pinza già distaccata dal
polo positivo della batteria dell' auto ed ancora collegata al polo positivo
della batteria di emergenza, con conseguente, violentissimo e pericolosissimo
cortocircuito, si preferisce distaccare prima le pinze del cavo negativo e
subito dopo quella collegata al polo positivo della batteria d'emergenza e per
ultima quella collegata al polo positivo della batteria dell' auto.
Tanti
cordiali saluti.